Ventura: "Dimissioni? Non so, parleremo con la Federazione. Chiedo scusa agli italiani"

Gian Piero Ventura

Gian Piero Ventura

E' questa la domanda principale del post Italia-Svezia, il match che ha sancito l'eliminazione degli azzurri dai prossimi Mondiali.

L'allenatore italiano in attività più esperto, vincente e apprezzato, e soprattutto libero da ogni vincolo contrattuale, è Carlo Ancelotti, che lo scorso ottobre è stato esonerato dal Bayern Monaco dopo un inizio di stagione complicato, segnato dai disaccordi con alcuni giocatori.

Il retroscena sulle dimissioni di Ventura. L'unico contropiede azzurro riuscito nella notte più buia della nazionale è quello di Gian Piero Ventura, che si prende le responsabilità tecniche del fallimento ma non lascia il suo incarico. In Russia ci va la Svezia che a San Siro strappa uno 0-0 dopo il successo 1-0 all'andata.

La nazionale italiana dopo sessant'anni non parteciperà alla competizione mondiale per eccellenza, è questo il verdetto dopo la débâcle contro la Svezia.

L'Italia era finita nell'occhio del ciclone già dalla sfida contro la Spagna dello scorso settembre, in cui subì una cocente sconfitta per 3-0 senza alcuna attenuante. Il giorno della partita è successa una cosa molto importante: durante il pranzo Ventura ha chiesto ai componenti del suo staff chi fosse la talpa per le notizie fuoriuscite.

"Mi scuso con il preparatore se ho dato un'indicazione tattica che non mi spettava - l'amara conclusione di De Rossi - ma se mi avessero detto che dovevo entrare, sarei entrato.".

"Non mi sono dimesso perché non ho parlato con Tavecchio: vedremo, ci sono delle valutazioni da fare", dice ben oltre la mezzanotte.

Il processo nei confronti dell'(ex) ct Giampiero Ventura era già iniziato da tempo. "Con educazione, si dimette o no?". Dal punto di vista sportivo è un risultato pesantissimo, ero convinto e c'era una volontà di fare. Sono orgoglioso di aver allenato grandi campioni e altri che spero possano diventarlo.

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