Consip, Renzi: "Il fango finirà addosso a chi ha falsificato le prove"

Renzi (PD) torna a parlare del caso Roma2024

Renzi insulta la Lega ma non pensa ai risparmiatori truffati e al caso Consip

Non si capisce francamente perché negli uffici del Csm abbiano impiegato tanto tempo per informare gli inquirenti di una deposizione così esplosiva, per quanto la prima commissione davanti alla quale essa è avvenuta sia presieduta da un consigliere laico, cioè di elezione parlamentare, non certamente considerabile ostile al segretario del Pd Matteo Renzi: il suo corregionale, peraltro, Giuseppe Fanfani.

Oltre a tornare a ribadire, dal suo punto di vista, i meriti del proprio Governo in materia di lavoro e diritti, Renzi ha tracciato la via che a suo avviso si dovrebbe seguire per garantire un futuro migliore al Paese: abbassare le tasse, investimenti su scuola, lavoro, educazione e cultura, ma anche diritti come lo Ius Soli. A memoria d'uomo negli ambienti del Pd non sono mai state ascoltate e lette parole così pesanti come quelle dedicate ieri al caso Consip. La usano i giornalisti.

Matteo Renzi parla: "Penso che qualcuno che voleva utilizzare Consip per gettare fango su di me vedrà il fango ritorcersi contro, come per l'Expo, come per il Jobs act".

Secondo l'ex presidente del Consiglio, "dire di no per paura significa condannare un'intera generazione: se fai politica devi prenderti le tue responsabilità. Lo scandalo Consip è nato per colpire me e credo che colpirà chi ha falsificato le prove per colpire il presidente del Consiglio". Non dimentico di essere un componente delle istituzioni, parto dal presupposto di sentimento di stima per l'Arma dei carabinieri, poi ci sono episodi che vanno condannati ma stima assoluta. "Stima e rispetto profondo per l'azione dell'intelligence italiana e per i magistrati, perché la stragrande maggioranza dei giudici italiani è fatta da persone di grande livello e servitori dello Stato cui va espressa gratitudine". L' accerchiamento giudiziario sulla vicenda Consip ha una regia chiara e lui ne è l' obiettivo. "Io sono stato presidente del consiglio e non parlo il linguaggio della demagogia".

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