Tatuaggi: le particelle dei colori possono raggiungere i linfonodi

Tatuaggi: le particelle dei colori possono raggiungere i linfonodi

Tatuaggi: le particelle dei colori possono raggiungere i linfonodi

L'infiammazione del sistema linfatico è qualcosa che in genere si risolve da sé, ma se si parla di cronicità allora siamo di fronte a possibili alterazioni del sistema immunitario.

La ricerca scientifica è stata condotta dall'Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bfr), coordinato dalla dottoressa Ines Schreiver.

La scoperta, pubblicata sulla rivista di settore Scientific Reports, pone l'accento su un'inevitabile questione: quali conseguenze possono esserci per la salute?

Dopo l'iniezione di inchiostri per tatuaggi, le particelle degli elementi chimici sopracitati possono essere trasportate passivamente attraverso sangue e fluidi linfatici oppure fagocitati da cellule immunitarie e successivamente depositate nei linfonodi regionali. Gli scienziati hanno anche proceduto alla caratterizzazione profonda dei pigmenti ex vivo nei tessuti tatuati. Oltre al nero 'carbon black', il secondo ingrediente più comune utilizzato negli inchiostri per tattoo è il biossido di titanio (TiO2), un pigmento bianco normalmente applicato per creare alcune tonalità, mescolato con coloranti.

"Quando qualcuno si vuole tatuare, spesso sta molto attento a scegliere un laboratorio dove sono usati aghi sterili monouso". La guarigione ritardata, insieme all'elevazione della pelle e al prurito, è spesso associata a tatuaggi bianchi, e all'effetto dell'uso di TiO2. "Il nostro studio mostra che forse si dovrebbe".

Inchiostri per tatuaggi. I ricercatori spiegano che gli inchiostri che vengono impiegati per i tatuaggi contengono pigmenti organici, ma anche sostanze come nichel, cromo, manganese, cobalto e il biossido di titanio usato per il bianco. Questo lavoro è stato eseguito su due stazioni sperimentali, ID21 e ID16B, dell'Esrf. Questi potenziali pericoli, fino ad ora, erano stati studiati solamente per mezzo dell'analisi chimica degli inchiostri e dei loro prodotti di degradazione in vitro. Inoltre, tramite la tecnica della fluorescenza a raggi x, il team di ricercatori ha individuato il biossido di titanio (nelle rispettive versioni micro e macro) nella pelle e nell'ambiente linfatico.

"Sapevamo già che i pigmenti viaggiano dai tatuaggi ai linfonodi per via delle prove visive: i linfonodi diventano colorati con il colore del tatuaggio. - spiega Bernhard Hesse, uno dei ricercatori - È la risposta del corpo per pulire il sito di ingresso del tattoo". Quello che non sapevamo è che migrano in una forma nano, il che implica che non possano avere lo stesso comportamento delle particelle a livello micro. E' questo il problema: "non sappiamo come reagiscono le nanoparticelle".

Particelle più piccole del previsto. Un fenomeno che può portare all'allargamento cronico del linfonodo e a un'esposizione permanente. Nella maggior parte dei casi ciò ha permesso di notare la presenza di minuscole particelle liberate dai pigmenti di colore.

Il prossimo passo sarà dunque studiare ulteriori campioni di pazienti che hanno subito reazioni avverse dopo il tatuaggio, in modo da poter trovare collegamenti con proprietà chimiche e strutturali dei pigmenti presenti negli inchiostri utilizzati.

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