Russia, Putin prende in giro presunti segreti tra Trump e Lavrov

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Russia, Putin prende in giro presunti segreti tra Trump e Lavrov

"Se l'amministrazione Usa è d'accordo noi siamo disposti a pubblicare il testo dell'incontro fra il presidente e Serghei Lavrov: è impossibile immaginare una bufala del genere".

Durante la conferenza stampa con il premier Paolo Gentiloni in visita a Sochi, sul Mar Nero, la Russia rilancia una guerra dei tape scatenata, ormai da settimane, grazie all'esposizione mediatica della Casa Bianca guidata da Trump e ai suoi continui riferimenti a registrazioni di ogni tipo.

"Avevamo visto un certo declino nell'interscambio italo-russo - ha detto Putin - ma da quando è diventato primo ministro l'interscambio ha cominciato a crescere, nei primi mesi è cresciuto del 28%".

Sono questi fatti, inquietanti per chiunque conosca la legge e la storia americana e in particolare lo scandalo del Watergate, che spingono lo speaker della Camera Paul Ryan ad ammettere che "bisogna studiare i documenti". Al termine dell'incontro McCarthy avrebbe affermato che "ci sono due persone che penso Putin paghi e sono Rohrabacher (deputata californiana nota per la sua "vicinanza" a Mosca) e Trump".

Ma, al di là dell'inatteso "assist" a Donald Trump, il presidente ha parlato soprattutto dei rapporti del suo Paese con l'Italia, definita "un partner importante ed è uno dei paesi chiave nel nostro commercio con l'estero". Negli Usa "si sta diffondendo una schizofrenia politica". Pesano, infatti, anche le parole del Premier Paolo Gentiloni che, nel secondo incontro in una settimana con l'omologo russo, si è espresso "a favore della ripresa del dialogo tra la Russia e l'Europa" e contro "un rinnovo automatico delle sanzioni". Nonostante ciò, gli fu affidato uno degli incarichi più delicati, quello alla Sicurezza Nazionale, dandogli accesso alle informazioni più segrete dell'intelligence Usa. Le opinioni della Russia devono essere parte della discussione.

I due hanno anche discusso delle crisi di Siria, Afghanistan e Libia, oltre che di lotta al terrorismo internazionale. "Più passi compiremo in questo senso, e più la riposta alla domanda sarà naturale". Il ministro della Giustizia Jeff Sessions aveva fatto resistenza, sapendo che lasciare soli il presidente e lo stesso capo dell'Fbi che stava investigando proprio sul presidente era un passo pericoloso. La conversazione - come emerge dalla registrazione - fu poi interrotta da Ryan, che chiese ai presenti di tacere su quello scambio di battute, forse pensando che potesse essere pericolosa: "Questo è un off the record ..." E, da questo punto di vista, le frasi di accoglienza riservata dal leader del Cremlino per il suo ospite sono passate quasi in secondo piano.

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