Ricercatori pubblici: mobilitazione contro precarietà, domani presidio con i sindacati

La protesta dentro il Cnr

La protesta dentro il Cnr

Tuttavia, nel caso del CNR, la sua reale applicazione non sembra attuabile rendendo vane le speranze dei precari degli enti pubblici di ricerca. Il decreto Madia offre la possibilità di iniziare un percorso di stabilizzazione all'interno della pubblica amministrazione.

Gli effetti positivi del processo di stabilizzazione potrebbero dimostrarsi insufficienti o addirittura nulli poiché i vertici dell'Ente hanno dimostrato finora, e continuano a dimostrare, una scarsa sensibilità nei confronti del SUO precariato.

I precari del CNR (lavoratori a tempo determinato e atipici, assegnisti e Co.co.co.) sono infatti preoccupati per il futuro. E anzi, in questo modo "sarebbero escluse a priori la maggior parte delle persone che per anni (tanti) hanno lavorato in nome e per conto dell'Ente con contratti dal rinnovo sempre incerto". Erano ricercatori, amministrativi e tecnici precari del Cnr di Pisa. I PrecariUnitiCnr, uniti in un corteo funebre hanno protestato contro la precarietà e i tagli ai fondi per chiedere "finanziamenti e stabilizzazione di tutto il personale precario degli enti di ricerca".

- Ricordare alle istituzioni che siamo un investimento per l'Italia e non una spesa. Obiettivo delle proteste: la stabilizzazione certa e il recupero di una dignità lavorativa e sociale.

- Dimostrare che senza distinzioni d'appartenenza, inquadramento e profilo, tutti i precari della ricerca, da nord a sud, sono uniti e determinati affinché vengano rispettati i loro diritti. Molti ricercatori hanno indossato vestiti neri con maschere bianche, in segno di lutto, portando in mano cartelli che davano l'addio "Alla ricerca pubblica italiana". Giovedì 17 maggio, gli "invisibili" dei laboratori si sono manifestati in strada a Pisa.

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