Turchia: referendum, stasera proteste su voto contestato

Intanto, la rapporteur per la Turchia al Parlamento Europeo ha definito gli emendamenti costituzionali approvati ieri degni di un regime autoritario, affermando che nella forma così concepita la nuova Costituzione determinerà la chiusura del processo di adesione della Turchia all'UE.

"La riforma costituzionale è passata, ma è difficile definire questa come una vittoria netta per il presidente Recep Tayyip Erdogan e per il suo partito".

Recep Tayyip Erdogan vince il referendum che lo rende "super presidente", incassa i complimenti dei colleghi (Trump in primis, che vede nella Turchia uno dei principali alleati nella lotta all'Isis e nell'opposizione ad Assad) e dichiara che "la Turchia ha preso una decisione storica di cambiamento e trasformazione". Tuttavia, stando ai risultati diffusi dall'agenzia stampa filogovernativa Anadolu, il "si" ha raccolto solo il 51,35% delle preferenze secondo lo spoglio dei dati sul 99% delle urne. Tuttavia, gli analisti hanno sottolineato che anche tra le fila dell'AKP e del partito nazionalista MHP, promotori della riforma, si sono aperte delle spaccature, come ha dimostrato la freddezza dell'ex presidente Gül e dell'ex premier Davutoğlu nel corso della massiccia campagna mediatica organizzata in favore del sì. Pertanto, aggiunge l'Osce, la campagna elettorale è stata "sbilanciata" anche, in alcuni casi, tramite l'attivo coinvolgimento di agenti pubblici della Turchia. E non pare che ci si possa aspettare granché: l'Europa, legata mani e piedi dal "contratto" firmato con la Turchia sui migranti, farà poco o nulla; la Russia men che meno; gli Usa di Donald Trump hanno già tanta carne al fuoco (Siria, Afghanistan, Corea del Nord) e dopo tutto la Turchia è un Paese della Nato, no?

"Abbiamo chiesto l'annullamento del referendum", ha annunciato il leader del partito d'opposizione.

Standard che oggi l'Osce accusa la Turchia di non aver rispettato nel referendum di domenica scorsa, in cui si sarebbe ricorso al "doping" di schede non correttamente vidimate, tale da rendere dubbia la regolarità dell'intera consultazione. La lira è salita dello 0,8 per cento a 3,6384 dollari a metà mattinata, mentre all'apertura delle quotazioni aveva fatto segnare un rialzo del 2,5 per cento. I primi risultati saranno resi noti alle 18:00. "Cambieremo gli strumenti e continueremo il nostro corso più rapidamente".

"Il peggio è passato, adesso la Turchia si aspetta la stabilità". Tutte le grandi città, Istanbul, la capitale Ankara e Smirne (ovvero, 23 milioni di abitanti sui 75 totali del Paese), gli hanno detto nettamente no. La parte più moderna e avanzata del Paese non lo segue e, anzi, lo contesta. Qui il sì ha prevalso con il 58,6 per cento, percentuale più alta di quella ottenuta sul territorio nazionale.

A decidere è stato, come già altre volte, lo zoccolo duro dell'Akp, radicato nell'Anatolia profonda, islamica e tradizionalista. Con l'approvazione della riforma costituzionale la figura del primo ministro viene abolita per essere sostituita da quella del presidente, il quale può restare in carica per due mandati quinquennali, il che significa che Erdogan potrebbe essere rieletto al potere fino al 2029. Il nuovo presidente potrà assumere tutti i poteri ora riservati al Consiglio dei ministri e avrà la facoltà di emettere decreti su diritti personali e libertà fondamentali.

L'esito del referendum è stato accolto da reazioni differenti a livello internazionale. Ogni quattro anni si tenevano le elezioni legislative e il Parlamento votava la fiducia a un governo, titolare del potere esecutivo.

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