Scissione PD news, Delrio fuorionda che conferma Rottura con Renzi

Il presidente della Toscana si è però unito con Michele Emiliano, presidente della Puglia, e con Roberto Speranza, candidato della minoranza bersaniana al congresso, per chiarire quali siano le condizioni per rimanere all'interno della formazione guidata da Renzi. "Non è una questione di date". Passera' alla storia come il segretario che non e' riuscito a tenere unito il partito.

La presenza dei reggiani a Roma non è a sostegno della spaccatura del Pd, peraltro non auspicata nemmeno dallo stesso leader Rossi, ma di presentare proposte concrete al congresso facendo tesoro degli errori politici commessi dal Pd negli ultimi anni. In ognuno di questi passaggi: "scuola, ambiente, abbiamo perso la nostra gente". Che soltanto pochi fedelissimi seguiranno D'Alema, Bersani, Speranza ed Emiliano?

"Io ero uno dei sostenitori di Matteo Renzi: scusatemi ma non ero l'unico". Così risponde Pierluigi Bersani, a margine dell'assemblea della minoranza Pd, risponde a chi gli domanda di commentare quanto afferma Michele Emiliano e cioè che Matteo Renzi gli avrebbe assicurato che non farà cadere il governo Gentiloni prima del 2018. Intanto fa discutere la presa di posizione del ministro della Giustizia Andrea Orlado, che non ha votato l'ordine del giorno della maggioranza lunedì chiedendo non il congresso subito ma una conferenza programmatica del partito.

Noi non cerchiamo un capo, ma un compagno, un amico, non una persona che ha paura del confronto e ha paura di perdere consensi più passa il tempo.

Nel frattempo l'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che mercoledì scorso pare abbia incontrato Matteo Renzi, anche se a confermarlo sono solo alcuni rumors nel Pd, ha ribadito la sua volontà di proseguire con un percorso autonomo con Campo Progressista: "Campo Progressista prosegue in piena autonomia il lavoro".

"Qualunque cosa accada - ha detto ancora Emiliano - ci ritroverà sulla sua strada". Tuttavia, qualora Renzi rimanesse fermo sull'idea del congresso lampo "per me sarebbe impossibile accettare". Il che fa pensare che alla fine almeno lui potrebbe restare nel Pd.

"Prima il paese, poi il partito, poi le esigenze di ciascuno".

Se dal Pd se ne andrà Massimo D'Alema sarà certamente una lacerazione, ma non sarà una catastrofe. Che questo non sia il compimento del modello del partito-primaria. Un tempo c'era la foto di Vasto, con Bersani, Vendola e Di Pietro. I renziani non la prendono bene. Gli ultimatum, ha detto Guerini, "non sono ricevibili". "Amarezza per toni minoranza Pd". Il segretario ha messo piede a Roma solo sabato sera. "Non ho mai risparmiato critiche a Renzi".

Finita l'assemblea al Vittoria, resta un'impressione. "Ma ora le primarie con chi le facciamo?", è la domanda che sorge tra i renziani, preoccupati di una chiamata ai gazebo complicata dall'assenza di candidati forti e visibili. Si tratta solo di indiscrezioni che né una parte né l'altra hanno voluto confermare, ma in politica le indiscrezioni sono spesso più concrete e realistiche delle dichiarazioni ufficiali. Invece procede spedita verso la scissione, con il rischio di provocare una crisi di governo.

Parafrasando un noto spot televisivo, si può senz'altro dire che stavolta, una telefonata potrebbe salvare un partito.

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