La generazione dell’eccesso: 11,5% dei nativi digitali gioca regolarmente online

La generazione dell’eccesso: 11,5% dei nativi digitali gioca regolarmente online

La generazione dell’eccesso: 11,5% dei nativi digitali gioca regolarmente online

La fotografia risultante dal Rapporto di aggiornamento 2015-2016 sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, presenta dati scoraggianti per questa fetta della popolazione, definita dal rapporto stesso come la “generazione dell’eccesso”.

I dati rilevati su un campione di circa 4000 giovani su tutto il territorio nazionale, hanno evidenziato come tra i nativi digitali l'11,5% gioca regolarmente d'azzardo online, mentre il 29% (in genere gli adolescenti dai 17 ai 19 anni) frequenta centri scommesse. La generazione dell’eccesso, non si limita al gioco d’azzardo online o offline: beve, fuma, guarda molta televisione, utilizza i social network per condividere foto anche a sfondo sessuale e trascorre la maggior parte delle giornate incollata al telefonino. Il 23,6% usa il pc da due a quattro ore al giorno e il 12% oltre questa seconda soglia.

Spesso - spiegano i ricercatori che hanno prodotto il dossier - gli adolescenti usano droghe per curiosità oppure perché procurano sensazioni piacevoli e, più frequentemente, per sentirsi accettati dal gruppo dei pari. Il policonsumo di sostanze legali e illegali rappresenta lo stile prevalente, soprattutto per quanto riguarda l’assunzione di alcol, tabacco e cannabis”.

Il 60% presenta una concezione distorta del concetto di privacy online, secondo cui condividere foto personali a sfondo sessuale rappresenta una scelta individuale. La Convenzione sui diritti dell’infanzia, denuncia a tal proposito la mancanza di percorsi idonei ed efficaci di educazione all’affettività e alle emozioni, disconosciute alle nuove generazioni, “e quando quegli scatti innescano magari fenomeni di cyberbullismo allora tutto cambia”.  Ma è soprattutto il dato sul gioco d’azzardo online e nelle sale quello che colpisce e preoccupa di più, in quanto  “segnala un’alienità rispetto alle tendenze comprensibili che si possono vivere nel corso dell’adolescenza. Le sostanze, la pubblicità in tv e  la pervasività della tecnologia, il sesso: con fatica, ma neanche troppa, si riescono a cogliere ragioni e dinamiche di certi atteggiamenti sotto il profilo psicologico e sociologico”.

Certo non mancano limitazioni e restrizioni. È quanto si legge ad esempio nell’ultima Legge di stabilità sullo stop alla pubblicità dei giochi fra le 7 e le 22 in tv e in radio a tutela delle fasce deboli. “Rimangono però escluse, oltre alle emittenti dedicate, le forme di comunicazione indiretta derivanti dalle sponsorizzazioni nei settori della cultura, dell’istruzione e della ricerca, dello sport e dei settori della sanità e dell’assistenza”. La legge di stabilità ha avuto effetti positivi, ma il numero di macchinette sul nostro territorio continua a crescere e la riforma fiscale riguardante il settore non è ancora stata approvata.

Si contano 420mila macchinette presenti in 83mila locali quali bar, tabaccherie cui si aggiungono le 52mila vlt collocate nei famigerati “mini-casino”, per un bilancio dell’azzardo legale vicino ai 90 miliardi di euro (2015), come raccolto da Giochidislots. Lazio e Lombardia sono in testa con 6.480 vlt nel primo caso e 9798 nel secondo.

Non esiste ancora una legge quadro sul gioco d’azzardo, mancano regole precise e stringenti, ma soprattutto va scelto un nuovo modello educativo generale da parte dello Stato, che la smetta di far cassa rovinando la generazione dei padri e quella dei figli.

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